martedì 16 ottobre 2007

CREMONA ARTE E TRADIZIONI


Geografia
Situata nella pianura lombarda, è limitata dai fiumi Adda e Oglio e da un breve tratto del corso del Po; La parte più settentrionale è percorsa da Nord a Sud dal Basso Serio e tutta la provincia è attraversato in ogni senso da canali di comunicazione (Naviglio di Cremona) o d'irrigazione. L'economia della provincia, se si escludono i pochi centri nei quali hanno sede alcune idustrie tipiche della zona è essenzialmente agricola e la maggior parte delle industrie è connessa con l'agricoltura o l'allevamento. I centri principli, oltre al capoluogo sono Crema, Casalmaggiore , Soresina. La viabilità è molto sviluppata; buona la rete ferroviaria.

Storia
Colonia fondata dai Romani nel 218 a.C. come caposaldo militare nella Valle Padana, divenne municipio nel 90 a.C. e fu assai fiorente alla fine della Republica. Assediata a lungo resistette 34 anni all'invasione longobarda finchè fu presa a viva forza da Agilulfo (603). Nel IX sec. Cremona fu sede di una vasta contea vescovile; nel 1098, al termine di lunghe lotte il popolo si costituì in Comune. Nemica di Milano e di Crema, seguì il partito imperiale da Federico Barbarossa a Federico II; nel 1249 ebbe come podestà Uberto Pallavicino (Pallavicino) che la fece centro di una vasta signoria in Lombardia e Piemonte. Crollata questa in seguito alla sconfitta ghibellina di Benevento (1266) la città subì con i Cavalcabò gli orrori della vendetta guelfa. Fu alternativamente in signoria ai Cavalcabò e aiVisconti nel XIV e XV sec. , sinchè passò nel 1441 a Francesco Sforza come dota della moglie Bianca Maria. Occupata nel 1525 dagli Spagnoli, durante la guerra dei Trent'anni la città rimase alla Spagna fino al 1702 quando l'occuparono gli Austriaci. Presa dai Francesi nel maggio 1796 , fece parte del regno Italico sino al 1814, come capoluogo del dipartimento dell'Alto Po. Tornata all'Austria si ritirò costringendo il presidio a ritirarsi.

Arte
Cremona possiede numerosi e notevolissimi monumenti: La Basilica Romantica di San Michele (XII sec.); Il Duomo, chiesa lombardogotica del XII sec.; Il battistero ottagonale del 1167; Il palazzo del Comune e la loggia dei militi XIII sec.; Le chiese di Sant'Agostino, San Luca ; Sant'Agata(affreschi di G. Campi; tomba Trecchi di Giancristoforo Romano, 1502); San Sigismondo fuori le mura, con notevoli affreschi dei pittori cremonesi del XIV; San Pietro al Po (1563); molti palazzi signorili del XV-XVIII sec. (Fodri , Vidoni , Affaitati ecc.) Importante il museo civico. La biblioteca governata sorse per volontà di Maria Teresa d'Austria con un primo nucleo di libri appartenenti al collegio dei Gesuiti; dal 1885 le è stata unita la biblioteca civica.

lunedì 15 ottobre 2007

Sarzana: una cittadina vivace e operosa


Nella vasta e fertile piana della Magra, adagiata ai piedi di amenissimi colli, Sarzana è una vivace e operosa cittadina, ricca di tesori d'arte e di ricordi storici. Sorge nel cuore della Lunigiana, l'antica unità territoriale situata ai margini della Liguria e da essa in più modi differenziata, a lungo contesa fra la re- pubblica di Genova e gli altri stati confinanti. Tutto il territorio è aperto alle comunicazioni con la Toscana, dalla quale provengono motivi ed aspetti assai diffusi nelle forme di vita locale. Nulla sappiamo delle origini di Sarzana, ne conosciamo l'etimologia del suo mare. Un « Castrum de Sarzano » è ricordato per la prima volta in un diploma dall'imperatore Ottone 1° nel 963; il borgo, sebbene documentato solo più tardi, non doveva essere meno antico, fondato probabilmente da alcune genti fug- gite da Luni. E proprio al totale declino di Luni, privata del porto per l'interramento provocato dalle alluvioni della Magra e infesta dalla malaria, è legato il rapido sviluppo di Sarzana, che nel XII secolo vede defluire nel suo territorio numerose colonie di profughi lunensi in cerca di nuove sedi più favorevoli. Ricca di nobili e antiche tradizioni, la città vecchia è ancora cinta dalle vecchie mura genovesi, munite di torrioni e baluardi, e conserva anche la cittadella medicea che la rafforzava dal lato orientale. Genovesi e Fiorentini infatti, insieme con Pisani, Lucchesi e Milanesi, si disputarono a lungo il possesso di Sarzana. All'interno delle sue strade sorgono bei palazzi signorili, come quello dei Picedi-Benedettini, di cui sì ammirano pregevoli lavori in ferro battuto, e quello dei Magni-Griffi, con sontuoso scalone marmoreo; ma interessanti e suggestive sono soprattutto alcune vecchie case popolari presso l'antica pieve di Sant'Andrea, sulle quali una lapide ricorda che da Sarzana proveniva la famiglia Bonaparte, stabilitasi in Corsica nel 1412. Importante centro agricolo e commerciale, Sarzana è anche, grazie al suo clima temperato, un piacevole luogo di soggiorno estivo, favorito dai facili collegamenti con le vicine stazioni balneari di Lerici, Fiascherino, Bocca di Magra e Marinella.

PIAZZA GARIBALDI - Al centro della piazza si trova il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi. E' la figura colossale e atletica, in marmo, del « Genio della Gioventù Italiana », opera del famoso scultore e disegnatore Carlo Fontana.

PORTA NUOVA - Costruita nel 1783, si eleva lungo la centralissima vìa Mazzini, che è l'arteria principale di Sarzana, ricca di chiese, di palazzi patrizi e di eleganti negozi. La bianca fronte marmorea di Porta Nuova, detta anche Romana, è ornata da semicolonne di ordine dorico ed è sormontata da una nicchia che racchiude una statua moderna della Vergine. Da questo punto della città si raggiunge facilmente la « Cittadella », fatta costruire da Lorenzo il Magnifico nel 1488 ad opera del Francione, sulle rovine di antichi bastioni pisani del secolo XIII, e ampliata poi con la aggiunta di mura difensive e torrioni nel secolo XVI.

CATTEDRALE DI SAN- TA MARIA ASSUNTA - Eretta nel 1204 sulla area dell'antichissima pieve di San Basilio, la basilica fu completata nel 1474 e ulteriormente allargata alla fine del '600. La semplice facciata in marmo ha un unico portale a strombo, di derivazione romana, dovuto, unitamente forse a tutta la parte inferiore, a Michelino de Vivaldo (1355); mentre il finissimo rosone gotico ed il coronamento ad archetti trilobati della parte superiore sono di Lorenzo da Pietrasanta (1474). Nel sec. XVIII si ampliò la facciata con l'aggiunta delle tré statue di S. Eutichiano, di Sergio IV e di Nicolo V, e dei due corpi laterali, raccordati con volute alla parte più antica. L'interno, a tré navate, con soffitto di legno intagliato, è veramente grandioso. Esso conserva, oltre a numerose statue e dipinti pre- gevoli, due polittici marmorei di Leonardo Riccomanni di Pietrasanta (XVI sec.) e la grande preziosa croce di Maestro Guglielmo (foto della pagina accanto), datata 1138, dipinta su tela incollata su tavola sagomata.

PIAZZA MATTEOTTI - Chiamata un tempo Piazza Calcandola dal nome del torrente che anticamente l'attraversava, è questa la piazza principale della città, su cui si affaccia il Palazzo Municipale, costruito nel 1547-54, su di- segno del genovese Antonio Roderlo, e più volte restaurato nel 1933. Nel cortile a portico si trovano frammenti architettonici romani provenienti da Luni. Al centro della piazza si eleva il monumento ai Caduti, costituito da una Vittoria alata ferita, detta « La procellaria », opera di Carlo Fontana del 1934.

LUNI. MUSEO ARCHEOLOGICO - II Museo, costruito nel 1964, sorge al centro dell'area dell'antica città di Luni, i cui monumenti e scavi si trovano sparsi tra le coltivazioni. In esso è riunito il materiale proveniente da numerose scoperte fortuite e soprattutto dagli scavi che sta eseguendo la Soprintendenza alle Antichità della Liguria. Il Museo raccoglie statue togate, e cippi funerari, tavole votive, bronzetti e frammenti marmorei di sculture, resti di decorazioni e oggetti di terracotta. Di fronte all'ingresso si trova la base di una colonna con dedica alla dea Luna, il cui culto era molto diffuso e che diede il nome all'intera regione.

SCAVI DELL'ANTICA LUNI - Ritenuta dalla tra- dizione più antica città etrusca, Luni fu in realtà colonia romana sorta nel 177 a.C., dopo la sottomissione delie tribù ribelli dei Liguri. Acquistò molta importanza grazie all'enorme porto che si estendeva, secondo la descrizione di Strabene, dalle mura della città fino quasi alla foce della Magra: attraverso questo porto passa tutto il commercio dei marmi delle vicine Alpi Apuane. Durante il IX secolo e i primi del X, Luni subì gravi incursioni da parte dei Longobardi, finché fa malaria portò alla rovina definitiva della città. Gli scavi hanno riportato alla luce le fondazioni del Tempio di Diana, i resti del Faro dell'antico porto, delle mura e del Tempio dedicato aita Triade Capitolina, ai piedi del quale si estende una lunga piazza rettangolare, che probabilmente costituiva il Foro. Ma il momento più importante e meglio conservato è l'anfiteatro, costruito nel I secolo d.C., rivestito di marmi, di esso rimane soltanto la grande cavea ellittica o gradinata.

Il museo navale di Laspezia


All'estremità sudorientale della costa ligure, fra due dorsali appenniniche che lo separano da una parte dalla Valle della Magra e dell'altra dall'aperto Mar Tirreno, si apre il golfo della Spezia, famoso fin dal l'antichità per la bellezza delle sue coste che si alzano a picco sul mare,con falesie rocciose, in cui si in sinuano brevi lembi di sabbia, e per la singolare posizione dei suoi villaggi costieri così perfettamente inseriti nel paesaggio circostante da sembrare quasi dipinti. Nel punto più interno di questo magnifico golfo, adagiata in un'area pianeggiante chiusa a semicerchio da una serie di colline, sorge La Spezia, una città di antica origine, ma di aspetto moderno, importante centro industriale e una delle prime piaz zeforti marittime d'Italia. Sorta come centro marinaro nel XII secolo sul pendio di una collinetta litoranea, il Poggio, divenuta, nel 1276, dominio di Genova, la città si trovò più volte coinvolta nelle sanguinose guerre della Repubbli ca di San Giorgio, ma divenne anche, grazie in parte all'appoggio genovese, un fiorente emporio com merciale e navale. Nei secoli che seguirono gli Spezzini, costantemente minacciati dalle incursioni dei pirati barbareschi e dalle mire che la posizione strategica della loro città aveva destato in varie Poten ze, si videro costretti a rafforzare le costruzioni difensive: così all'inizio del '600 ampliarono la cerchia muraria quattrocentesca ed il castello di San Giorgio, ed eressero a guardia del golfo alcune torri fortezze lungo la costa. Entrata a far parte del Regno di Sardegna nel 1815, La Spezia assunse grandissima importanza quando, pochi anni dopo, divenne la sede della Marina Militare. Quasi interamente ricostruita dopo i durissimi bombardamenti dell'ultima guerra, La Spezia odierna è una città vivace e piacevole, sempre animata da una folla cosmopolita, dovuta sia al notevole movimento del porto, sia al fatto di essere il capoluogo di una delle zone più turisticamente note di tutta Italia. La vita e il volto della città sono in gran parte legati alla presenza della Marina Militare, che vi ha co struito il suo più grande porto: l'Arsenale, aperto nel 1861, è infatti fornito della più moderna attrezzatura per l'armamento e la riparazione della flotta. Grande importanza ha il Porto Mercantile, che costituisce il naturale sbocco al mare dell'Emilia occiden tale e della bassa Lombardia. Anche esso gravemente danneggiato durante l'ultima guerra, successiva mente ricostruito e potenziato, ha ormai ripreso la propria attività, sempre crescente di anno in anno.

Museo Tecnico Navale
II Museo Tecnico Navale della Spezia è il più antico e ricco d'Italia. Ne un museo di questo tipo poteva mancare in una città come La Spezia che vive sul mare e in funzione del mare. Esso trae origine da quello creato per iniziativa di Emanuele Filiberto di Savoia nell'Ar senale di Villa Franca in Provenza, verso la fine del '500. Trasferito a Cagliari durante l'oc cupazione del Piemonte da parte di Napoleone, tutto il materiale fu quindi portato a Ge nova, dopo che, col Trattato di Vienna (1815), il territorio della Repubblica genovese, fu an nesso al regno di Savoia. E da Genova il museo fu trasferito alla Spezia nel 1870 e siste mato all'interno dell'Arsenale. Vi sono conservati cimeli della Marina Sarda e della Marina Italiana, documenti storici notevoli per gli studiosi della scienza nautica, modelli di navi di tutti i tempi e modelli di armi da fuoco e subacque dalle primissime alle più perfezionate e moderne. L'Atrio del Museo ha un pavimento musivo con la raffigurazione mitica dei primi navigatori: Noè, Giasone, Ulisse ed Enea. Vi si trovano ancore ed anfore di età romana. Nel salone a pian terreno, sono conservati modelli di navi a remi e a vela, le navi colombiane, numerose po lene di navi, apparecchiature per il tiro navale, armi portatili, materiali dei fari, modelli ed esemplari di macchine a vapore, scafandri, carte, giornali di bordo. Nel piano superiore sono esposti modelli di navi dal 1870 ad oggi, cimeli delle spedizioni polari e mezzi d'assal to usati nelle due guerre mondiali, come la « Mignatta » (guerra 191518) e il « Maiale » (ulti ma guerra).

Museo Civico
In alcuni locali della Biblioteca Comunale della Spezia sono ospitati il MUSEO CIVI CO, con collezioni etnografiche e di storia naturale, e l'interessantissimo MUSEO AR CHEOLOGICO LUNENSE, comprendente la vecchia raccolta archeologica ligure del Museo Civico e un copioso materiale proveniente dagli scavi del territorio di Luni. La Sezione Ligure comprende manufatti e altri resti dell'abitato paleolitico e neoliti co provenienti dalla Grotta dei Colombi, nell'isola Palmaria, la collezione delle sta tue stele di Lunigiana, unica in Italia, elementi di tombe liguri ad incenerazione del territorio della Lunigiana, testimonianza, questi ultimi, del nuovo rito funebre che ebbe le sue lontane radici nell'Europa Centrale e le sue prime manifestazioni orga niche in Italia nelle terremare. Il rito passò forse dall'Etruria nella regione ligure. La Sezione Lunense comprende monete, oreficerie, tra cui oggetti ornamentali preisto rici e una collana aurea bizantina del V sec. d.C., marmi, avanzi di decorazioni architet toniche, ceramiche, lucerne romane, bronzi, prodotti industriali etruschi, mosaici pa vimentali, sculture decorative ed architettoniche dell'età paleocristiana e dell'Alto Medioevo.

Le cinque terre Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso, Levanto, Bonassola

Quel tratto del litus italicum che Francesco Petrarca stimava degno di un canto immortale va famoso nel mondo col nome di Cinque Terre. E' questa una delle regioni più suggestive di tutta la Riviera Li gure, estesa tra la Punta del Mesco e la Punta di Montenero e comprendente cinque caratteristici pae si abbarbicati fra roccia e mare: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso. Alte, rocciose, per lo più impraticabili, le coste de le Cinque Terre corrono quasi in linea retta, apren dosi solo in brevi e poco profonde insenature, in un degradare lievissimo di sporgenze e di rientranze sempre più trasparenti ed azzurre. Costruite come nidi di falco sui pendii delle montagne, dalle origini antichissime, le cinque borgate sorelle, attraversate un tempo soltanto dalla ferrovia, sono rimaste a lungo isolate, al centro di una na tura selvaggia ed incontaminata. Qui non è ancora giunto il turismo di massa, qui li nostro sguardo può ancora immergersi nei gorghi luminosi di un mare limpidissimo, o abbracciare immensi orizzonti dagli spalti rocciosi a picco sul mare. E sulle pareti di roccia, tagliate a gradinate dalla lunga e paziente opera dell'uomo, fino ad altezze ecce zionali, ci sono i famosi vigneti delle Cinque Terre, i cui vini, conosciuti fin dall'antichità, sono oggi noti in tutto il mondo. Riomaggiore II primo borgo delle Cinque Terre che incontriamo lungo il nostro itinerario è Riomaggiore, che la tra dizione vuole fondato nelI'VIII secolo da un gruppo di Achei, sfuggiti alle persecuzioni dell'imperatore Leone III. E' anche il borgo più famoso, e la sua fama è legata ai cento e cento dipinti e disegni che qui eseguì il granché macchiaiolo toscano Telemaco Signorini, e che ben presto esularono in ogni parte d'Europa. Così Riomaggiore fu conosciuto a Firenze come a Parigi, a Roma come a Londra. In alto sopra il paese, una gradinata interminabile conduce al santuario di Nostra Signora di Montenero, la patrona di Riomaggiore, la regina cui sono dedicati tutti gli antichi santuari delle Cinque Terre.

Manarola
Costruita su di un grande piedistallo roc cioso a picco sul mare, Manarola è, dice il Passagno, « Un paese di sogno e di leg gende », il più caratteristico borgo delle Cinque Terre. Le sue case, vivacemente colorate, sono accatastate una sull'altra. sull'orlo delle rocce strapiombanti in acqua, tutte con una terrazza, quasi sem pre pensile, spesso affacciata a perpen dicolo sul mare, in una posizione da ca pogiro. E sulle terrazze, in un tripudio di colori e di luce, fioriscono splendidi ge rani. Il porticciolo di Manarola è veramente sin golare: si tratta dì una piccola caletta ta gliata sulla roccia, dove le barche vengo no fatte scivolare a forza di braccia e quindi issate in alto, al riparo dai marosi. Un altro scorcio panoramico del borgo, ^ le cui case, dall'alto della rupe, si dilun gano scoscese fino alla riva. Ancora un tratto della Via dell'Amore, che conduce a Riomaggiore, e sullo sfondo il promontorio di Manarola.

Corniglia
E' l'unico borgo delle Cinque Terre, le cui case non siano lambite dalle acque. Sorge alla sommità di una rupe che domina il mare, da cui si diparte una lunga e ripida sca linata, che sale in alto, fino al paese. Di notevole interesse è la chiesa di San Pietro, eretta nel 1335 sulle rovine di un'altra più antica. La facciata presenta un portale ogivale e un rosone marmoreo, riccamente traforato, ope ra dei pistoiesi Matteo e Pietro da Campiglio, dei quali sono anche le statuette nella lunet ta del portale. Le aspre pendici che circondano Corniglia sono ricoperte di vigneti, che forniscono uva squisita e vini famosi, decantati dal Boccaccio e dal Petrarca. Tra le nude rocce, a picco sul mare, si aprono insenature incantevoli, dalle acque limpi dissime.

Vernazza
Situata di fronte a Monterosso e alla punta del Mesco, Vernazza, conserva, con le sovrastanti torri e fortezze dell'antica Repubblica, il caratteristico aspetto di bor go medioevale, e vanta le più remote tradizioni mari nare di tutte le Cinque Terre. Già alla fine dell'XI secolo partecipò alla secolare lotta tra Genova e Pisa e fu occupata nel 1166 dal Console Doria. Di notevole interesse è la parrocchiale di Santa Margherita d'An tiochia, (foto a lato), edificata verso il 1318 e più volte manomessa nei secoli successivi, su un roccione circondato per tré quarti dal mare. Della primitiva architettura romanica conserva l'abside con il presbi terio coperto da cupola e le colonne che sostengono arcate a tutto sesto; imponente il campanile ottago nale, alto 40 metri. La spiaggia. | E' una piccola insenatura su cui si affac 1 ciano le case del borgo, non ancora invase dalla chiassosa edilizia moderna. Sulle costa si apre un'ampia e profonda grotta l'Antro del Diavolo, che fora, al livello de mare, tutta Vernazza e le cui pareti nude e tetri gli abitanti del luogo hanno popo lato di personaggi fantastici. Il Porticciolo. Sulla proda del mare, al centro del pae se, si apre una piazzola dove vengono is sate le barche da pesca e su cui si apro no vecchi portici, rustiche botteghe, ove ancora, sulla porta, resta il banco di pie tra per la mescita del vino. Siamo infatti nella patria deilo « sciacchetrà », un pre , giato vino bianco, tra i più famosi delle I Cinque Terre. Una vista stupenda del piccolo promon torio, su cui si trova appollaiato il pae se: incrostato alla nuda roccia a picco sul mare, sembra una prora di nave at taccata dai marosi.

Monterosso
Monterosso, tranquilla località balneare e di soggiorno, affacciata su una breve insenatura, è il centro maggiore delle Cin que Terre, importante, oltre che per la produzione dell'ottimo vino, anche per la pesca delle acciughe e del tonno. Dalla sua spiaggia di sabbia e ghiaia si gode un magnifico panora ma su un gran tratto di litorale: da un lato la scoscesa Punta del Mesco, dominata dalle rovine dell'abbazia di S. Antonio, dall'altro la ripida costa ammantata di viti. Il porticciolo. Una mulattiera conduce da Monterosso al Santuario della Madonna di Soviore, con siderato il più antico di tutta la Riviera. Eretto in bellissima posizione, da cui la vista spazia, oltre l'immensità dell'azzur ro mare, fino alle lontane isole della Corsica, di Capraia, e di Gorgona, ha re mote origini che risalirebbero, secondo la tradizione, all'invasione longobarda di Ro tari: in questo luogo si sarebbero rifugiate le genti scampate ai Longobardi e che avrebbero poi fondato Monterosso. Panorama di Monterosso E' l'unico villaggio dell'intera zona che, pur conservando le vecchie variopinte abi tazioni dei pescatori, abbia conseguito un notevole sviluppo turistico: ridenti villet te, giardini, alberghi vanno sorgendo, in numero sempre maggiore, nel moderno quartiere di Fegina, posto leggermente in ^' collina.

Levanto
Rinomato centro turistico e balneare del la Riviera di Levante, largamente frequen tato anche in inverno grazie alla mitezza del suo clima, Levante sorge in un riden te golfo, protetto da un ampio anfiteatro montuoso su cui si trovano numerosi nu clei sparsi. Ha origini molto antiche, risalenti al l'epoca romana: il nucleo originario, che aveva nome Ceula o Cebula, derivò mol to probabilmente da un pagus romano che sorgeva dove ora si trova la frazio ne di Montale. Comune di notevole impor tanza già verso il 1165, conserva avanzi della cinta merlata del secolo XIV e di un castello, rifacimento cinquecentesco di un altro preesistente, che domina da una rupe il piccolo porto. Nei dintorni si estraggono marmi rossi e verdi, molto apprezzati per le decorazioni architetto niche. Panorama di Levante e della sua acco ^v:'i 'iente spiaggia sabbiosa. Scorcio panoramico della cittadina e del le rupestri montagne che la circondano. ove il verde dei boschi si fonde con quel lo più scuro e lucente della roccia viva che le conforma.

Bonassola
Bonassola, tranquilla e signorile località di villeggiatura, si trova in fondo ad una piccola insenatura, circondata dal ripidi fianchi dei rilievi, ricoperti dalle consue te fasce a vigneto e uliveto. Numerosi sentieri si snodano tra il verde dei pini e il giallo delle mimose e dei limoni del suo entroterra. Molto suggestiva è la passeggiata alla Madonna della Punta: la piccola cappella, preceduta da un por tico, sorge su una dirupata scogliera, a picco sul mare, da cui si gode una vista molto bella che si estende fino al pro montorio di Portofino. Panorama dell'abitato, che la ferrovia se para dalla spiaggia L'ampia spiaggia arenosa di Bonassola, « il cui golfo è ricco di solitàrie, incantevo li insenature.

Deiva Marina
Deiva Marina, che chiude la provincia della Spezia, è una stazione di soggiorno molto raccolta, la località ideale per chi vuole trascorrere vacanze tranquille e ri posanti. La spiaggia di sabbia e ghiaia si distende, ampia presso lo sbocco del torrente Dei va, sotto il tracciato della ferrovia ora abbandonato. Qualche centinaio di metri a monte della spiaggia sorge il paese, che conserva una torre quadrata in pietra del XV se colo, mentre le rovine di un'altra, a pianta circolare, si trovano presso il mare. Colli ricoperti di castagni, ulivi e pinete racchiudono il paese, giungendo in alcuni punti fino alla riva. Una strada stretta e tortuosa, con lunghe gallerie, collega Dei va con altri noti centri della Riviera. Panorama di Deiva Marina, con larga vi sta sul mare. Il lungomare.

Moneglia
E' l'ultima tappa del nostro itinerario lun go la Riviera di Levante. Situata nel mez zo di una pittoresca insenatura delimitata da Punta Moneglia e da Punta Rispo, cir condata da colli ammantati di boschi e soprattutto di uliveti, Moneglia è un gra zioso centro balneare, con belle spiag ge sabbiose e scogliere strapiombanti in acque limpidissime, dove si può pratica re la pesca subacquea. Ai lati del borgo sorgono, su due dirupi, il castello di Monleone e quello di Villa franca, costruiti nel XII secolo dai Ge novesi, al cui fianco Moneglia partecipò alla battaglia della Meloria nel 1284. A ricordo di quella vittoria, sono conservati nei pressi della Chiesa medioevale di San ta Croce un altorilievo marmoreo ( 1290 commemorante la distruzione i Porto di Pisa e due maglie della cat( di quel porto, qui portate come trofeo dai vincitori.